“Magic Kingdom” di Stanley Elkin

È possibile raccontare la malattia, il dolore e, addirittura, la morte di un bambino in maniera sfacciatamente incurante di qualsiasi preoccupazione per il politically correct, tenendosi alla larga dai trabocchetti della retorica e dalle lacrimose trappole dell’emotività e, nonostante tutto, scrivere un gran libro? Dopo aver letto questo romanzo so che la risposta è: sì.

Per riuscire in quest’impresa, apparentemente impossibile, Elkin non si è preoccupato minimamente di descrivere episodi e situazioni imbarazzanti, quando non francamente sgradevoli, perché sapeva bene (soffriva di sclerosi multipla) che per narrare onestamente il dolore, la malattia e la morte, occorre considerarli una componente ineludibile dell’esistenza, evitando parole di compunta cortesia o, peggio, presaghe di  risarcimenti ultraterreni. È grazie a questa scelta, non scontata, che il lettore può apprezzare il racconto spudoratamente sincero, eppure toccante e profondamente rispettoso, dell’inverosimile gita di un gruppo di bambini così malati da avere un’aspettativa di vita inferiore a quella di un “tubetto nuovo di dentifricio”.

Ad oltre trent’anni dalla pubblicazione non si può non rimarcare come l’utilizzo insistito di stilemi tipici di quel “principio postmoderno del more is more”, di cui parla Rick Moody nella prefazione, abbia reso  l’opera un po’ più polverosa di quanto avrebbe meritato. Ma si tratta di una colpa davvero veniale, affatto emendata dalle ripetute prove di incredibile talento narrativo  che disseminano il romanzo (e apprezzabili grazie all’eccellente traduzione di Federica Aceto). Mi riferisco ad esempio alla descrizione del viaggio aereo dall’Inghilterra alla Florida, alla scena con Topolino e Pippo nella stanza 822, alla lettera di Ginny o all’ultima scena: una surreale e sfrenata celebrazione della malattia, della deformità e della morte, una sorta di estremo sberleffo, uno spettacolo dal “sentore di cabaret weimariano”. La degna conclusione di un gran bel libro.

E su questo non ho altro da dire.

 

#fallabreve: Vedi Disney World e poi muori.

Magic Kingdom di Stanley Elkin
Titolo originale: The Magic Kingdom
minimum fax, 2005 (1985)
Traduzione di Federica Aceto
pp. 422
€ 11,50 (eBook € 4,99)

La mia valutazione su Goodreads:

Fonti iconografiche:
Nell’immagine (da sinistra a destra): Stanley Elkin (foto di Miriam Berkley) e il Magic Kingdom nel Walt Disney World di Orlando (da www.sheknows.com).
L’autore è a disposizione degli eventuali aventi diritto per indicare le fonti iconografiche che non è stato possibile individuare ovvero per rimuovere le immagini.

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