“kaddish.com” di Nathan Englander

Un libro soltanto discreto, macchiato com’è da qualche furbizia e forzatura di troppo. Ho trovato particolarmente irritante, al limite della rottura del patto narrativo fra scrittore e lettore, quell’improvviso salto temporale di vent’anni che trasforma ex abrupto Larry, un ebreo americano scapestrato, gaudente e non osservante (insomma la classica pecora nera della famiglia), nell’ultraortodosso Reb Shuli: un salto che assomiglia troppo a una comoda scorciatoia per non essere giudicato negativamente. Alla fine, nonostante la visione di due serie ambientate nel mondo dell’ortodossia ebraica (mi riferisco a Unorthodox e Shtisel) mi abbia aiutato…Continua la lettura di “kaddish.com” di Nathan Englander

“Evgenij Onegin” di Aleksandr Puškin

Se c’è un’opera che andrebbe letta in originale, questa è l’Onegin. La sua struttura di romanzo in versi, infatti, rappresenta un’aporia per il traduttore che, qualunque scelta faccia, dovrà confrontarsi con una certa quota di fallimento. C’è chi, come Nabokov, nella sua traduzione inglese, di fronte alla scelta tra “rima e ragione” ha “scelto la ragione”, sacrificando tutto “alla fedeltà della traduzione […]: eleganza, eufonia, chiarezza, buon gusto, uso moderno della lingua e persino grammatica”[1], con il risultato di produrre un’opera di quattro volumi e oltre duemila pagine (per tre…Continua la lettura di “Evgenij Onegin” di Aleksandr Puškin

Breviter 2021 #07 – Recensioni (e stroncature) intramuscolari

Il mar delle blatte e Le labrene di Tommaso Landolfi Quando Landolfi sposa un registro troppo virato sui toni del grottesco, produce risultati a mio avviso discutibili. Quando invece riesce a restare in perfetto equilibrio su quel bordo, come nella raccolta Le labrene, il risultato è notevole e lascia a bocca aperta il lettore di fronte alla l’incredibile e sulfurea qualità della scrittura. Il mar delle blatte di Tommaso LandolfiAdelphi, 1997pp. 150La mia valutazione su Goodreads: Le labrene di Tommaso LandolfiAdelphi, 1994pp. 168La mia valutazione su Goodreads:   Sylvia di Leonard Michaels Con…Continua la lettura di Breviter 2021 #07 – Recensioni (e stroncature) intramuscolari

Breviter 2021 #06 – Recensioni (e stroncature) intramuscolari

L’anello di Re Salomone di Konrad Lorenz Deliziosa raccolta di scritti sulle esperienze del celeberrimo (e controverso) etologo austriaco con animali i più vari. Non si tratta di saggi scientifici nel senso più classico del termine, quanto piuttosto di racconti sul complesso codice di comportamento di uccelli, pesci e cani (fra gli altri), arricchiti da divertenti aneddoti di vita vissuta. L’anello di Re Salomone di Konrad LorenzTitolo originale: Er redete mit dem Vieh, den Vögeln und den FischenAdelphi, 1967 (1949)Traduzione di Laura Schwarzpp. 274La mia valutazione su Goodreads:   Genesi di Guido…Continua la lettura di Breviter 2021 #06 – Recensioni (e stroncature) intramuscolari

“Una conversazione notturna” di Thomas Bernhard e Peter Hamm

L’intervista contenuta in questo interessante volumetto (pensata come introduzione a un volume di saggi sul Nostro da pubblicare alla fine degli anni Settanta), conferma un fatto inoppugnabile: intervistare Bernhard era impossibile. Di più: inutile. Quando non si divertiva a insolentire il malcapitato di turno arrivando al limite dell’insulto[1], infatti, spesso rispondeva alle domande con un tono di svogliata sufficienza, oppure giocava a rimpiattino con l’interlocutore alternando una certa compiaciuta vanità, che nel caso di una interlocutrice assumeva sfumature quasi galanti, a reazioni più brusche quando le domande indagavano, spesso in maniera…Continua la lettura di “Una conversazione notturna” di Thomas Bernhard e Peter Hamm

“Il silenzio” di Don DeLillo

Un libro davvero modesto. Partendo da una idea debole e neanche troppo originale, DeLillo sviluppa un intreccio ancor più debole, popolandolo di personaggi-monadi che si muovono artificiosamente come all’interno di un palcoscenico teatrale, interagendo fra loro in maniera meccanica e per nulla convincente, con dialoghi di una piattezza sorprendente. Altrettanto debole, e ambiguo, il finale.  Lo scialbo manifesto di un utopistico misoneismo, a voler esser clementi. Più probabilmente un passo falso che DeLillo avrebbe potuto risparmiare a se stesso e ai suoi lettori. E su questo non ho altro da dire. #fallabreve: Un…Continua la lettura di “Il silenzio” di Don DeLillo

Carneade

C’è stato un periodo in cui le scelte dell’Accademia di Svezia mi irritavano profondamente, vista la fermezza con cui, ad esempio, ha deciso di non insignire col Nobel un gigante come Philip Roth per assegnarlo a scrittori e scrittrici la cui fama è durata il tempo di cercarne il profilo su Wikipedia o di leggerne qualche titolo stampato in fretta e furia per rimediare alla totale irrilevanza editoriale del Carneade di turno (e taccio sull’ignominia del cantautore cafone). Per questo, anche se non è il massimo dell’eleganza autocitarsi, riposto oggi…Continua la lettura di Carneade

“La casa sul lago” di David James Poissant

  Richard e Lisa Starling, alle soglie della pensione, vogliono vendere la casa in cui per anni hanno passato le vacanze con tutta la famiglia. Decidono perciò di passare un ultimo fine settimana in quel luogo così pieno di ricordi assieme ai due figli, Michael e Thad, alla moglie del primo, Diane, e al compagno del secondo, Jake. Questa, in estrema sintesi, la trama del primo romanzo di Poissant che, come già nella pregevole opera d’esordio, Il paradiso degli animali, racconta le metamorfosi cui vanno incontro vite e relazioni quando devono…Continua la lettura di “La casa sul lago” di David James Poissant

Quel che penso di… Sally Rooney

“Poi un giorno mi spiegate questa cosa dello hype, che se di un libro si parla bene in tutto il mondo c’è senz’altro qualcosa sotto ;)”(@Einaudieditore su Twitter a proposito di Persone normali)   Parlarne fra amici La prima parte del romanzo, emotivamente più asciutta e misurata, risulta la più riuscita, mentre la seconda, focalizzata sulla liaison fra Frances e Nick, vira a tratti su registri quasi da romanzetto rosa e comunque risente di una sovrabbondanza di elementi (la malattia, i problemi economici, il ruolo del padre, il ménage à…Continua la lettura di Quel che penso di… Sally Rooney

‘O famo strano?

Casa di foglie di Mark Z. Danielewski Johnny Truant, un giovane tatuatore dal passato difficile e dal presente non meno complicato, mentre è alla ricerca di un nuovo appartamento, trova casualmente in un baule un enorme e frammentario ammasso di carte. Scoprirà che si tratta di un saggio intitolato La versione di Navidson che il precedente inquilino, Zampanò, un vecchio cieco morto da poco, ha scritto[1] su un film che Will Navidson, un famoso fotografo, ha girato per documentare una serie di inspiegabili e inquietanti fenomeni verificatisi nella nuova casa dove si era…Continua la lettura di ‘O famo strano?

“Sognando la luna” di Michael Chabon

Di fronte a un materiale così prezioso come quello rappresentato dalle memorie del nonno materno, raccolte al capezzale nel corso dei suoi ultimi giorni di vita, Chabon si lascia prendere un po’ troppo la mano dal mestiere, finendo per produrre un libro decisamente troppo lungo e, quel che è peggio, troppo “romanzato”. Ed è un vero peccato, perché le incredibili vicende belliche dell’avo (che chiamano in causa anche L’arcobaleno della gravità di Pynchon, tanto per dire) e quelle, altrettanto incredibili, della donna che sarebbe diventata sua moglie, avrebbero meritato un…Continua la lettura di “Sognando la luna” di Michael Chabon

“Il dono oscuro” di John M. Hull

Nella Premessa l’Autore scrive: “Se stai leggendo questo libro probabilmente vuoi capire cos’è la cecità. Vuoi sapere cosa significa diventare ciechi, vivere da ciechi”. In effetti è così: ero interessato a sapere proprio questo. E il libro inizia in maniera davvero spiazzante, ponendo una domanda a cui, da vedente, non avevo mai pensato: “Da quanto tempo bisogna essere ciechi prima che i sogni comincino a perdere i colori?”. Tuttavia, proseguendo nel racconto, Hull abbandona progressivamente il suo obiettivo dichiarato, trasformando l’opera in una sorta di momento catartico all’interno del proprio…Continua la lettura di “Il dono oscuro” di John M. Hull

Breviter 2021 #05 – Recensioni (e stroncature) intramuscolari

Il liuto e le cicatrici di Danilo Kiš Il volume raccoglie testi ritrovati dopo la morte dello scrittore che, secondo l’eccellente curatrice Mirjana Miočinocić, erano almeno in parte destinati a un altro suo libro: l’Enciclopedia dei morti. Kiš ci racconta di esistenze segnate dall’esperienza dell’esilio (Il senza patria), da un dolore inconsolabile (Jurij Golec), da una verità che si finge di non conoscere (Il liuto e le cicatrici), dal presagio di una morte che si traveste da sogno (Il maratoneta e il giudice di gara), dalla violenza ottusa del potere…Continua la lettura di Breviter 2021 #05 – Recensioni (e stroncature) intramuscolari

Breviter 2021 #04 – Recensioni (e stroncature) intramuscolari

Finzioni di Jorge Luis Borges Non si può restare indifferenti davanti a Borges. Tuttavia confesso che, pur restando basito di fronte alla sua incredibile capacità di creare in poche righe genealogie, bibliografie, mondi interi, non riesco ad amarlo. Una intelligenza raffinatissima ma che trovo straniante, perché mi sembra difetti di cuore, concentrata com’è nella ricerca della perfezione cristallina del diamante, senza curarsi delle migliaia di altre possibilità con cui possono disporsi gli atomi di carbonio, in particolare di quelle che danno origine a quella cosa che chiamiamo vita. Sono consapevole del fatto…Continua la lettura di Breviter 2021 #04 – Recensioni (e stroncature) intramuscolari

Un giorno tutto questo dolore ti sarà inutile

L’anno del pensiero magico di Joan Didion «Sì, l’uomo è mortale, ma questo sarebbe un male da poco.Il peggio è che talvolta egli è mortale all’improvviso; ecco il punto!»Michail A. BulgakovIl maestro e Margherita La sera del 30 dicembre del 2003 John Gregory Dunne, sposato da quarant’anni con Joan Didion, muore improvvisamente per un attacco cardiaco. La perdita di una persona cara può avvenire in modi molto diversi: una malattia fulminante, un’altra che distrugge progressivamente il fisico o la mente, un incidente, un suicidio, e si potrebbe continuare. Senza voler generalizzare,…Continua la lettura di Un giorno tutto questo dolore ti sarà inutile

Breviter 2021 #03 – Recensioni (e stroncature) intramuscolari

Una segreta complicità di Emil M. Cioran e Mircea Eliade Una raccolta di 146 lettere che racconta un’amicizia durata oltre cinquant’anni, fatta di interessi comuni e di contrasti, caratteriali e filosofici, nutrita dalla comune esperienza dell’esilio da una Romania che, pur rivelandosi più matrigna che madre, rimase sempre fonte di ricordi, nostalgie e legami. Un epistolario che porta alla luce la dimensione più quotidiana dei due intellettuali, quella più umana, fatta anche di problemi economici e di salute. Dimensione che, soprattutto per chi, come il sottoscritto, abbia conosciuto e amato Cioran…Continua la lettura di Breviter 2021 #03 – Recensioni (e stroncature) intramuscolari

Breviter 2021 #02 – Recensioni (e stroncature) intramuscolari

Lacci di Domenico Starnone Romanzo artificioso nell’impianto e nella scrittura, teatrale (non a caso ne sono stati tratti una pièce e un film), didascalico, piccolo borghese e un po’ stantio. Invece di concentrarsi sul portato di dolore e violenza emotiva che sta dietro e dentro qualsiasi crisi di coppia, Starnone, specie nella parte dedicata a Aldo, il marito, ne cristallizza il racconto con una lingua così esatta e un tono così autoassolutorio da risultare implausibili prima ancora che vagamente fastidiosi. Questo riduce quella che all’inizio sembrava una feroce resa dei conti…Continua la lettura di Breviter 2021 #02 – Recensioni (e stroncature) intramuscolari

Breviter 2021 #01 – Recensioni (e stroncature) intramuscolari

Il libro dei mostri di Juan Rodolfo Wilcock Un’opera godibilissima che unisce a una fantasia sfrenata una scrittura che, anche quando sposa i registri più grotteschi, conserva una rassicurante nota di ironia quando non di mordace umorismo. Questo bestiario raccoglie mostri i più disparati, uomini e donne che d’improvviso, senz’altro motivo che il capriccio del caso, si trasformano in creature assurde, disgustose, in un vortice di vento, assumono poteri strani, oppure diventano il nulla. Ma Wilcock ci ammonisce che, al di là delle apparenze, sono tante le cose che ci accomunano…Continua la lettura di Breviter 2021 #01 – Recensioni (e stroncature) intramuscolari

Breviter 2020 #04 – Recensioni (e stroncature) intramuscolari

Solo il mimo canta al limitare del bosco di Walter Tevis In genere non apprezzo i romanzi di fantascienza e quelli distopici. Il problema, il mio almeno, non sta tanto nella sospensione dell’incredulità, evidentemente indispensabile quando si affrontino testi di questo tipo, quanto piuttosto nella noia che provo quando, probabilmente con l’intento di rendere più plausibile la narrazione, l’Autore di turno inizia a descrivere nel dettaglio il modo in cui questi mondi futuri e cupi funzionano. Questo, oltre a rendere macchinoso il racconto, spesso e volentieri conduce ad aporie o…Continua la lettura di Breviter 2020 #04 – Recensioni (e stroncature) intramuscolari

Breviter 2020 #03 – Recensioni (e stroncature) intramuscolari

L’arte di collezionare mosche di Fredrik Sjöberg Col tono svagato di un amico brillante e un po’ strambo, Sjöberg ci racconta della sua passione verso i sirfidi, una classe di insetti che popola l’isola dell’arcipelago svedese dove l’autore ha deciso di andare a vivere proprio per tentare di classificarli tutti, pur coltivando la segreta speranza di non riuscirci mai, perché “una collezione completa è la più triste di tutte le collezioni”. Per farlo sceglie di cogliere tutte le suggestioni e le deviazioni che il suo pensare errabondo gli suggerisce, proprio…Continua la lettura di Breviter 2020 #03 – Recensioni (e stroncature) intramuscolari

Breviter 2020 #02 – Recensioni (e stroncature) intramuscolari

La cartella del professore  di Hiromi Kawakami Tsukiko è una donna di trentasette anni che, “per natura”, non “mostra le sue emozioni”. Questo le impedisce di avere una vita sentimentalmente soddisfacente, ma non sembra lamentarsene troppo: “se era una cosa tanto complicata, l’amore, non sapevo cosa farmene”. Una sera entra in una nomi-ya (una specie di tavola calda) e prende posto a fianco di un uomo che si rivela il suo insegnante di giapponese al liceo. Da qui inizia un rapporto che inizialmente si nutre di incontri casuali e di…Continua la lettura di Breviter 2020 #02 – Recensioni (e stroncature) intramuscolari