“Il paradiso degli animali” di David James Poissant

Sedici racconti che indagano quella distorsione dello spazio-tempo in cui il dolore precipita le nostre esistenze, quella particolare dimensione, assolutamente incomunicabile agli altri, in cui logica e razionalità, pur non cessando di esistere, si slabbrano, cambiano polarità, dando un significato “altro” all’ordinario, trasfigurando la realtà e noi con lei. Una scrittura sorprendentemente matura e convincente quella di Poissant, specie considerando che al momento della pubblicazione aveva una trentina d’anni. Una maturità che gli consente di affrontare in maniera intensa ed efficace temi davvero ardui, con una sobrietà che non è […]

“Addio a tutto questo” di Robert Graves

Quest’opera mi sembra possa essere considerata la biografia collettiva di quella generazione che, in nome della “stupidità” e dei “timori egoistici della generazione più vecchia”, fu sacrificata sull’altare della Grande Guerra. “Almeno un terzo della mia generazione scolastica perse la vita […]. L’aspettativa di vita media per un subalterno di fanteria sul fronte occidentale era, in alcune fasi della guerra, di soli tre mesi […].” Tuttavia chi si aspettasse una denuncia a tinte forti della follia bellica resterebbe deluso, perché Graves sceglie un registro stilistico piano, sobrio, molto “british”, per […]

“Io non mi chiamo Miriam” di Majgull Axelsson

Quando si scrive un libro, soprattutto quando si aspiri a scriverne uno “bello”, non penso sia sufficiente avere un’idea originale o scegliere un tema “importante”. Quell’idea e quel tema, infatti, devono essere sviluppati con una scrittura di qualità adeguata e, soprattutto, prestando grande attenzione all’equilibrio strutturale. Questo romanzo, se pure riesce a  rispettare il primo requisito (idea/tema), mi sembra inizi ad arrancare già sul secondo (qualità della scrittura), per poi franare  miseramente sul terzo (equilibrio strutturale). Infatti se l’idea di costruire il romanzo a partire dalla persecuzione nazista dei rom […]

“Magic Kingdom” di Stanley Elkin

È possibile raccontare la malattia, il dolore e, addirittura, la morte di un bambino in maniera sfacciatamente incurante di qualsiasi preoccupazione per il politically correct, tenendosi alla larga dai trabocchetti della retorica e dalle lacrimose trappole dell’emotività e, nonostante tutto, scrivere un gran libro? Dopo aver letto questo romanzo so che la risposta è: sì. Per riuscire in quest’impresa, apparentemente impossibile, Elkin non si è preoccupato minimamente di descrivere episodi e situazioni imbarazzanti, quando non francamente sgradevoli, perché sapeva bene (soffriva di sclerosi multipla) che per narrare onestamente il dolore, la […]

“La melanconia di Clara” di Anne Raeff

Questo bel romanzo della Raeff mi ha fatto subito pensare a una lunghissima invenzione a due voci. Da una parte c’è quella di Ruth, una vedova ultraottantenne sopravvissuta alla Shoah ed emigrata a New York. Dall’altra quella di Deb, sua nipote. L’anello di congiunzione fra le due donne è Clara, figlia della prima e madre della seconda. Nata nel campo di concentramento dove Ruth era stata rinchiusa assieme al marito Karl, Clara inizia a soffrire di depressione appena adolescente con crisi che, nonostante il matrimonio e la nascita della figlia, […]