“Lincoln nel Bardo” di George Saunders

Partendo da un avvenimento storico, la morte di Willie, il figlio undicenne di Abraham Lincoln, Saunders sviluppa una riflessione sulla vita e su quello che c’è dopo. Prendendo a prestito il Bardo dal Libro tibetano dei morti, trasforma quello che nella dottrina buddista è un luogo intermedio tra la morte e la rinascita in un limbo inquietante, abitato da anime che, per qualche motivo, rifiutano l’idea di appartenere a dei morti e non intendono lasciare questo mondo. Accanto a questa linea narrativa finzionale, Saunders ne compone una seconda, costruita con…Continua la lettura di “Lincoln nel Bardo” di George Saunders

“Un’Odissea” di Daniel Mendelsohn

Una sera di gennaio di qualche anno fa, poco prima che iniziasse il semestre nel quale avrei tenuto un seminario sull’Odissea per gli studenti del primo anno, mio padre, ricercatore scientifico in pensione allora ottantunenne, mi chiese […] di seguire il mio corso, e io gli dissi di sì. Prendendo spunto da questo seminario (e dalla successiva crociera nel Mediterraneo a tema: Sulle tracce dell’Odissea), Mendelsohn costruisce un racconto che riconosce due centri di gravità: l’analisi del testo omerico e, in particolare, della figura di Odisseo, e un memoir familiare…Continua la lettura di “Un’Odissea” di Daniel Mendelsohn

“Berlino. Ultimo atto” di Heinz Rein

Berlino. Ultimo atto è un romanzo che fu pubblicato a puntate fra la fine del 1946 e l’inizio del 1947 e che racconta le ultime tre settimane che precedettero la resa della capitale del Reich. Nel tentativo di comprendere come si potè arrivare alla devastazione morale e materiale prodotta da quel nefando esperimento sociopolitico che fu il nazismo, Rein non sembra però in grado di andare oltre un didascalismo piuttosto ingenuo nella sua meccanicità quasi deterministica. La scrittura, che già non brilla per gradevolezza e fluidità, oscilla dai toni da volantino propagandistico…Continua la lettura di “Berlino. Ultimo atto” di Heinz Rein

“Gogol’ a Roma” di Tommaso Landolfi

Landolfi è troppo Landolfi per fare il critico letterario. Intendo dire che mi sembra gli manchi la necessaria attitudine a mettersi al servizio dell’opera di cui parla e questo, fatalmente, si riflette in un difetto di profondità delle sue recensioni, almeno di quelle raccolte in questo volume e pubblicate sul Mondo fra il 1953 e il 1958. Si prenda, ad esempio, la velenosissima recensione del Nostro su L’innominabile, ultimo volume della celeberrima trilogia beckettiana. Immagino che chi non sopporta lo scrittore dublinese l’apprezzerà moltissimo, ma il punto mi sembra un altro e si…Continua la lettura di “Gogol’ a Roma” di Tommaso Landolfi

“La fine dei vecchi tempi” di Vladislav Vancura

Einaudi, nella splendida collana Letture, pubblica per la prima volta in Italia un testo del 1934 dello scrittore cecoslovacco Vladislav Vančura, esponente dell’avanguardia letteraria praghese fucilato dai nazisti nel 1942. La storia racconta della vita di Josef Stoklasa, reggente del castello di Kratochvíle, e della piccola e bislacca comunità che lo circonda, al cui interno spicca Bernard Spera, bibliotecario del castello, nonché voce narrante dell’opera. L’esistenza piuttosto tranquilla e sonnacchiosa di questo microcosmo, viene improvvisamente sconvolta dall’apparizione del principe Megalrogov, la cui comparsa sembra portare alla luce la mediocrità dei caratteri e l’ipocrisia…Continua la lettura di “La fine dei vecchi tempi” di Vladislav Vancura