“Una banda di idioti” di John Kennedy Toole

Siamo di fronte a uno di quei casi in cui l’aura di culto che accompagna il libro mi pare influenzata, e non poco, sia dalla drammatica biografia dell’Autore che dalla tormentata storia editoriale dell’opera. Sarà un problema mio (non posso escludere di essere del tutto privo di senso dell’umorismo), ma la lettura di questo romanzo non mi ha strappato mai neanche l’ombra di un sorriso, un ghigno sardonico, una smorfia ironica. A me è parsa solo una storia scombiccherata e popolata da personaggi grotteschi e poco interessanti, e con un protagonista davvero laido e ributtante, fisicamente e moralmente. L’unica cosa davvero divertente di tutto questo è che, ne sono certo, i motivi per cui detesto questo libro sono esattamente gli stessi che lo rendono bellissimo agli occhi di chi lo apprezza, compreso l’amico che me lo ha entusiasticamente consigliato. Niente di nuovo sotto il sole, insomma.

E su questo non ho altro da dire.

Una banda di idioti di John Kennedy Toole
Titolo originale: A Confederacy of Dunces
Marcos y Marcos, 1998 (1980)
Traduzione di Luciana Bianciardi
pp. 374
La mia valutazione su Goodreads:

 

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