“Io non mi chiamo Miriam” di Majgull Axelsson

Quando si scrive un libro, soprattutto quando si aspiri a scriverne uno “bello”, non penso sia sufficiente avere un’idea originale o scegliere un tema “importante”. Quell’idea e quel tema, infatti, devono essere sviluppati con una scrittura di qualità adeguata e, soprattutto, prestando grande attenzione all’equilibrio strutturale. Questo romanzo, se pure riesce a  rispettare il primo requisito (idea/tema), mi sembra inizi ad arrancare già sul secondo (qualità della scrittura), per poi franare  miseramente sul terzo (equilibrio strutturale). Infatti se l’idea di costruire il romanzo a partire dalla persecuzione nazista dei rom […]