“Io non mi chiamo Miriam” di Majgull Axelsson

Quando si scrive un libro, soprattutto quando si aspiri a scriverne uno “bello”, non penso sia sufficiente avere un’idea originale o scegliere un tema “importante”. Quell’idea e quel tema, infatti, devono essere sviluppati con una scrittura di qualità adeguata e, soprattutto, prestando grande attenzione all’equilibrio strutturale. Questo romanzo, se pure riesce a  rispettare il primo requisito (idea/tema), mi sembra inizi ad arrancare già sul secondo (qualità della scrittura), per poi franare  miseramente sul terzo (equilibrio strutturale). Infatti se l’idea di costruire il romanzo a partire dalla persecuzione nazista dei rom…Continua la lettura di “Io non mi chiamo Miriam” di Majgull Axelsson

Breviter 2017 #04

Nella casa del pianista di Jan Brokken Su Wikipedia la vita di Youri Egorov è sintetizzata in poche stringate righe. La cosa non sorprende visto che si tratta di un pianista morto a nemmeno trentaquattro anni, verosimilmente noto solo a una ristretta cerchia di melomani. E forse non ne avremmo mai saputo di più se Jan Brokken non l’avesse conosciuto, diventandone amico intimo e sincero. Da quell’amicizia nasce questo libro che, rifuggendo i facili patetismi legati al cliché dell’esule e dell’artista tutto genio e sregolatezza, stereotipi a cui pure la…Continua la lettura di Breviter 2017 #04