“Intransigenze” di Vladimir Nabokov

Il volume, curato dallo stesso Nabokov, raccoglie un’ampia selezione di interviste ed è completato da alcune lettere a direttori di riviste e, infine, da qualche articolo, anche sull’entomologia, sua grande passione. Intervistare lo scrittore non era cosa semplice: il temerario doveva inviare le domande in anticipo, le risposte erano preparate in forma scritta e, comunque, Nabokov si riservava l’ultima parola prima della pubblicazione, per accertarsi che neanche una virgola delle sue parole fosse stata cambiata. Poiché alcune domande erano ricorrenti, è inevitabile che anche le risposte contengano qualche elemento di…Continua la lettura di “Intransigenze” di Vladimir Nabokov

“Amori” di Carlo Dossi

Dossi, con una lingua ricercata, al limite dell’affettazione, allestisce una galleria di omaggi alle donne, reali o immaginarie, che ha amato nel corso della sua vita. Si tratta di amori quasi sempre platonici, oggetto di   emozioni sincere ma composte, perché rivolte a qualcuno (o qualcosa) che ormai da tempo ha lasciato il cuore per abitare la memoria. Un raffinatissimo esercizio di stile in cui, però, il diletto intellettuale è di molto superiore a quello, per così dire, emotivo o sentimentale. Un documento letterariamente interessante ma destinato, temo, a coprirsi…Continua la lettura di “Amori” di Carlo Dossi

“Carteggio” Hermann Hesse e Thomas Mann

…mi piace vedere rispecchiato il nostro rapporto nell’incontro fra Joseph Knecht e il padre benedettino Jacobus del Giuoco delle perle di vetro, un incontro che non avrebbe potuto privarsi del “giuoco paziente e cortese di inchini che si svolge quando due santi o due principi della Chiesa s’incontrano” […]. Non potrei trovare definizione migliore per questo incantevole epistolario, che è proprio un “giuoco paziente e cortese di inchini” fra Thomas Mann (1875-1955, Nobel per la letteratura nel 1929) e Hermann Hesse (1877-1962, Nobel per la letteratura nel 1946). Questa raccolta…Continua la lettura di “Carteggio” Hermann Hesse e Thomas Mann

“Olocaustico” di Alberto Caviglia

Siamo di fronte a un romanzo che, a parte la presenza dei fantasmi di Philip Roth e Rabin (sic!), al netto del fatto che personalmente ritenga le storie ironico-distopiche sulla Shoah un genere profondamente stucchevole, e non considerando quello che ho pensato l’ennesima volta in cui Caviglia, che è anche un regista, dichiara che la storia che ci sta raccontando sarebbe stata più adatta a un film, ha anche dei difetti. Il primo è lo stile della narrazione. Partendo dal presupposto che il racconto delle vicende dell’ennesimo immaturo coglione avrebbe…Continua la lettura di “Olocaustico” di Alberto Caviglia

“Monsieur Proust” di Céleste Albaret

Tadié ha sicuramente ragione quando afferma che: “…nessuna biografia, nessun saggio critico è più commovente di Monsieur Proust…”[1]. È evidente che “commuovere” non dovrebbe essere l’obiettivo primario di una biografia (tantomeno di un saggio), ma al tempo stesso non si può non riconoscere che uno dei pregi principali di quest’opera stia proprio nella tenerezza, al limite della venerazione, con cui tratta del suo “oggetto”. Peraltro, quella di Céleste Albaret è una biografia davvero particolare, e non solo per la sua genesi[2], quanto perché può contare su un vantaggio affatto esclusivo…Continua la lettura di “Monsieur Proust” di Céleste Albaret