“Addio a tutto questo” di Robert Graves

Quest’opera mi sembra possa essere considerata la biografia collettiva di quella generazione che, in nome della “stupidità” e dei “timori egoistici della generazione più vecchia”, fu sacrificata sull’altare della Grande Guerra.

“Almeno un terzo della mia generazione scolastica perse la vita […]. L’aspettativa di vita media per un subalterno di fanteria sul fronte occidentale era, in alcune fasi della guerra, di soli tre mesi […].”

Tuttavia chi si aspettasse una denuncia a tinte forti della follia bellica resterebbe deluso, perché Graves sceglie un registro stilistico piano, sobrio, molto “british”, per accompagnare il lettore nella lenta, ma inarrestabile, discesa agli inferi di un ragazzo qualsiasi che dovette passare dalla sua banale, ma rassicurante, quotidianità, alla ripugnante violenza della vita in trincea.

Qui si imparava in fretta che, per sopravvivere, non bisognava farsi troppe domande ma lanciarsi senza esitazioni nella totale irrazionalità del contesto, sperando solo di avere a disposizione il tempo sufficiente a sviluppare quei riflessi automatici che facevano la differenza fra la vita e la morte (come mettersi al riparo da un proiettile d’artiglieria prima ancora di avvertirne consciamente il sibilo premonitore). Un adattamento, questo, che però richiedeva il totale abbandono del sistema di valori della vita “civile” e la sua sostituzione con schemi mentali primordiali, quasi precorticali: funzionali quoad vitam in guerra, ma del tutto inservibili per chi riuscì a tornare alla vita “normale”.

“L’Inghilterra appariva strana a noi soldati tornati in patria. […] La cosa migliore per noi sarebbe stata tornare in Francia, lontano dalla follia ancora più sfacciata del servizio in patria.”

Peccato che l’ultima parte del libro, in cui l’Autore racconta la sua carriera di insegnante di inglese in Egitto e le sue vicissitudini matrimoniali, fino alla sua decisione di trasferirsi a Majorca, allenti non poco la tensione narrativa che fino ad allora aveva stretto alla gola il lettore con la sua morsa di angoscia. Comunque un documento importante su cui riflettere in questi miseri tempi nostri.

E su questo non ho altro da dire.

 

#fallabreve: Ho visto cose… (cit.)

Addio a tutto questo di Robert Graves
Titolo originale: Goodbye to All That
Adelphi, 2016 (1929, 1957)
Traduzione di Annalisa Carena
pp. 398
€ 20,00 (eBook € 9,99)

La mia valutazione su Goodreads:

 

 

Fonti iconografiche:
Due immagini dell’Autore (da www.fondaciorobertgraves.org e Getty Images).
L’autore è a disposizione degli eventuali aventi diritto per indicare le fonti iconografiche che non è stato possibile individuare ovvero per rimuovere le immagini.

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